52041
La farina del nostro sacco
52041 è più di un pane.
È il frutto di un percorso che parte dalla nostra terra e arriva sulla tua tavola, chiudendo un cerchio fatto di gesti antichi, scelte consapevoli e passione quotidiana.
Lo chiamiamo così perché 52041 è il CAP del nostro paese, il codice che ci identifica e ci radica. È il nostro modo di dire che questo pane parla davvero la lingua del territorio.
Un grano che conosciamo dal primo giorno
Abbiamo scelto di seminare solo il nostro grano, nei campi che furono dei nostri nonni.
- La preparazione del letto di semina
- La selezione delle varietà più adatte al nostro terreno
- La rotazione colturale biennale con leguminose
- la lavorazione minima, per rispettare la vita del suolo
Una filiera tutta nostra
Molti iniziano dalla farina. Noi abbiamo scelto di partire dal seme.
Abbiamo riportato in vita particelle storiche, attrezzato i campi, imparato a leggere il tempo. Perché coltivare è un atto di responsabilità, non solo una fase produttiva. E la farina è il risultato di questa scelta: nostra, locale, sincera.
Prodotti che
sanno di Casa
52041 Il pane che coltiviamo
Quando sforniamo 52041, sforniamo un pezzo di noi.
È il nostro pane quotidiano, quello che porteremmo a tavola per spiegare a tutti chi siamo e quello che facciamo.
Sa di terra, di memoria, di futuro.
È buono, riconoscibile, sincero.
È il pane che coltiviamo, ogni giorno.
Dalla terra al forno chiudiamo il cerchio, ogni giorno
Ogni passaggio lo seguiamo con le mani e con il cuore.
Dalla terra che abbiamo scelto di risvegliare, al seme che mettiamo a dimora con rispetto.
Così nasce 52041, il nostro pane.
Un nome che è molto più di un numero: è il CAP del nostro paese, il segno di appartenenza a una terra generosa. È il simbolo di un’identità che affonda le radici nella Valdichiana, ma guarda avanti, con fiducia e consapevolezza.
Lo chiamiamo con il nome del nostro territorio, perché è lì che tutto comincia. È lì che il grano cresce, respira; è lì che la farina prende forma, lenta, tracciabile, vera.
Per noi coltivare non è solo produrre:
è custodire un sapere antico,
è trasformare il lavoro in emozione,
è raccontare la nostra storia con ogni morso.